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Il cambiamento in psicoterapia

“Se vuoi essere te stesso, cambia” (H. Von Foerster)

“L’ultima cornice del cambiamento è il non cambiamento” (H. Von Foerster)

La richiesta di un percorso terapeutico è sempre una richiesta di cambiamento, ogni paziente infatti racconta un momento di malessere o di sofferenza che desidera superare.

La psicoterapia è il processo di costruzione di nuove narrazioni e nuove possibilità, attraverso le quali il paziente prende consapevolezza di Sé e della propria vita.

Il cambiamento è favorito da molteplici fattori: la motivazione del paziente, le risorse del paziente, la fiducia verso il terapeuta, le capacità tecniche del terapeuta, etc.

Si evince che il cambiamento è possibile solo se tra paziente e terapeuta c’è collaborazione (cum-laborare = lavorare insieme).

Nel pensiero comune è il terapeuta che suggerisce al paziente cosa fare, ma questo è un enorme errore. Il paziente deve essere libero di scegliere e responsabile delle sue scelte ed è libero anche di scegliere di non scegliere.

Mi spiego meglio:

Cosa intendiamo con cambiamento? Che il paziente faccia qualcosa di diverso o che il paziente pensi il modo diverso?

Il punto centrale della terapia è il pensiero!

Nella stragrande maggioranza dei casi, un pensiero nuovo produce un agito nuovo, ma può anche accedere che, a fronte di un pensiero nuovo, il paziente continui a fare ciò che faceva.

Possiamo considerare questo un cambiamento? In qualche modo sì, perché nasce da una nuova consapevolezza.

Ognuno di noi è libero di scegliere “quanto” cambiare in terapia.

È un’illusione pensare che siamo tutti in grado di metterci in gioco completamente in ogni momento della nostra vita.

Infatti, un altro importante fattore che va considerato nel processo di cambiamento è il timing: esistono momenti della vita in cui siamo più propensi a grandi cambiamenti e momenti in cui un minimo cambiamento è già sufficiente.

Il processo di trasformazione in psicoterapia non è per nulla semplice: richiede uno sforzo continuativo ed è strettamente legato a quanto il paziente è disposto al mutamento.

D’altronde il concetto di cambiamento contiene in sé un paradosso: cambiamo sempre, eppure rimaniamo sempre noi stessi.

Ogni terapeuta deve quindi mantenersi in equilibrio tra due elementi fondamentali: sollecitare il paziente a nuove riflessioni e rispettare la sua resistenza al cambiamento; al contempo spetta al paziente “sentire” il suo desiderio di cambiamento, senza farsi influenzare dagli altri (partner, familiari, amici…) e da ciò che gli altri vorrebbero che lui diventasse.

Photo by Nick Fewings on Unsplash

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